I “Carmina Burana” contengono anche tre testi bilingui dove al latino si associa, liberamente oppure in sedi fisse, il francese.
Opere
Le due battute “in francesco” nella “Cronica domini Ecelini de Romano” di Gerardo Maurisio.
Redatta in prosa, la “Cronica domini Ecelini de Romano” del giurista vicentino Gerardo Maurisio ha per oggetto le imprese della famiglia da Romano dal 1182 al 1237, trattando in particolare dei primi tempi di Ezzelino III.
Gli esercizi bi- e trilingui nel “Trattato e arte deli rithimi volgari” di Gidino da Sommacampagna.
Il “Trattato e arte deli rithimi volgari” di Gidino da Sommacampagna, composto tra 1381 e il 1384-87 e dedicato ad Antonio della Scala, presenta un paragrafo sulla poliglossia di notevole interesse, nel quale spiccano le varianti plurilinguistiche, con regolare alternanza di versi volgari e latini (nei sonetti «metrici» e «semiletterati»), o di versi volgari e in altra lingua romanza, in genere il francese (sonetti bilingui).
I versi in francese del poemetto in terzine su Francesco Novello da Carrara e la riconquista di Padova
Cronaca in terzine con intenti celebrativi articolata in quindici capitoli di novanta versi all’incirca ciascuno, che espone l’avventurosa storia che contrassegnò i primi tempi del principato dell’ultimo signore di Padova, Francesco Novello da Carrara (1359-1405).
Le Roman de Barlaam et Josaphat (Frammento di Cividale del Friuli)
Frammento cartaceo del terzo quarto del XIV secolo, probabilmente esemplato da un copista friulano, contenente la versione anonima in ottosillabi del “Barlaam et Josaphat”.